Radici albero avvolgono tartufo

Collaborazione albero tartufo

Perchè gli alberi producono tartufi??

Come ormai è noto, il tartufo è un fungo ipogeo micorizzico che vive in simbiosi con alcuni tipi di alberi.

Questo potrebbe darci l’idea di trovarci di fronte ad un parassita che sfrutta le energie della pianta per nutrirsi gratuitamente, ma osserviamo meglio il meccanismo fin dalle origini.

Caratteristiche generali

Per potersi sviluppare, il sistema fungineo necessita di una sorta di seme che nel mondo dei funghi si chiama spora; le spore, che riescono a posizionarsi in prossimità delle radici di qualche albero simbionte, germineranno in primavera.

In questo primo passaggio la spora non riesce a germinare solamente con le proprie forze, ma ha bisogno dell’aiuto dell’albero simbionte che, grazie alla secrezione di essudati, stimola la germinazione e favorisce l’attecchimento delle ife alle radici.

Funzione delle micorrize

Troviamo quindi l’inizio della collaborazione tra i due, in quanto l’albero accoglie il fungo entrando in simbiosi con esso.

La spora una volta germinata da vita alle micorrize che avvolgono le giovani radici dell’albero simbionte entrando nella membrana intercellulare.

Da questo momento, due organismi del tutto diversi tra loro diventano un tutt’uno dando vita alla simbiosi.

Il fungo, assorbe zuccheri dai tessuti delle radici della pianta che a sua volta aumenta la propria capacità di accesso alle risorse idriche del terreno ed ai nutrienti.

Il micelio aumenta in maniera importante l’area di scambio tra radici ed ambiente, consentendo all’albero simbionte di incrementare fino 15 volte la superficie esplorata.

Le micorrize sono fondamentali nelle zone dove i terreni sono caratterizzati da terreni poveri; non a caso il tartufo è presente maggiormente in queste aree. Parte fondamentale per lo sviluppo del tartufo bianco pregiato, nero estivo e nero pregiato è l’alta presenza di calcare. Il calcare non aiuta la crescita degli alberi andando ad inibire la capacità di assorbire nutrienti dal terreno; qui entra in gioco il fungo che al contrario si nutre di questo riducendolo nella zona colonizzata.

Recenti studi hanno addirittura messo in luce la capacità degli alberi micorizzati di “comunicare” tra loro dando vita ad un ulteriore collaborazione tra alberi per permettere una ripartizione dei nutrimenti al fine di salvaguardare l’intero sistema bosco.

Conclusioni

La micorrizazione su gli alberi ha i seguenti effetti positivi:

  • Aiuta la riproduzione degli alberi
  • Aumenta l’accumulo delle sostanze nutritive disponibili per la pianta
  • Contribuisce al processo di decomposizione del terreno
  • Migliora la struttura del suolo
  • Diminuisce le competizioni tra specie vegetali
  • Protegge gli alberi da malattie

A valle di questo ci rendiamo conto di quanto la salvaguardia e la tutela del patrimonio tartufigeno porti beneficio all’ambiente riuscendo a proteggere gli habitat autoctoni presenti.

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